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Il Gruppo Di Continuità: Cos’è E Quando Si Utilizza

Il gruppo di continuità: cos’è e quando si utilizza

Chi non è mai stato vittima di un’interruzione di corrente, che porta allo spegnimento improvviso del nostro computer e magari cancella il duro lavoro di diverse ore? Per non parlare dei fulmini o degli sbalzi di tensione in grado di danneggiare gravemente qualsiasi apparecchiatura collegata alla tensione ed in qualche caso di bruciare addirittura i cavi elettrici.

Per fortuna da qualche anno c’è un modo per prevenire la maggior parte di questi problemi e si chiama gruppo di continuità. Ne esistono di diverse tipologie e prezzi, in questo articolo cercheremo di approfondire tutti i principali aspetti.

Cos’è un gruppo di continuità?

Il gruppo di continuità (chiamato anche UPS o gruppo statico di continuità) è un dispositivo che si interpone tra la presa di corrente e l’apparecchiatura da alimentare ed ha lo scopo di proteggere quest’ultima da diversi imprevisti. L’UPS  incorpora una o più batterie che sostituiscono l’alimentazione di rete in caso quest’ultima dovesse venire a mancare.

L’obiettivo è fornire un periodo di funzionamento autonomo alle apparecchiature in modo da effettuare il completamento delle attività correnti e successivamente lo spegnimento in tutta sicurezza. Questa autonomia, da pochi minuti a ad un’ora circa, è variabile a seconda della potenza del gruppo di continuità e dall’assorbimento dei dispositivi collegati.

Altre funzionalità del gruppo di continuità

Il gruppo di continuità è conosciuto dalla maggior parte degli utenti per essere uno strumento che, grazie alle batterie di cui è dotato, è in grado di alimentare provvisoriamente uno o più dispositivi ma questo non è l’unico ruolo dell’inverter perché, oltre all’interruzione di corrente, altri disturbi elettrici possono causare malfunzionamenti. A seconda del modello (e aggiungiamo anche del costo) un UPS può fungere anche da:

  • Stabilizzatore di tensione. In presenza di tensioni irregolari, sovratensioni o  sottotensioni l’ups è in grado di stabilizzare la tensione di ingresso;
  • Stabilizzatore di frequenza. Il principio è lo stesso visto nel punto precedente solo che viene applicato alla frequenza;
  • Assorbimento dei picchi di tensione. Questa funzionalità dell’UPS è molto utile per proteggere le nostre apparecchiature contro i fulmini.

Che forma ha un gruppo di continuità?

Senza citare nessun marchio possiamo suddividere i gruppi di continuità in 3 grandi modelli:

Gruppi di continuità classici – hanno l’aspetto di un parallelepipedo e sono i più diffusi in commercio. Di solito sono quelli con un’autonomia maggiore per il semplice fatto che la batteria in questi modelli occupa la maggior parte dello spazio

Gruppi di continuità a ciabatta – hanno l’aspetto e tutte le funzioni di una ciabatta elettrica con incorporato all’interno una batteria tampone

Gruppi di continuità a rack – questo modello è stato progettato per essere inserito all’interno di un armadio (chiamato rack). Questi ups vengono utilizzati prevalentemente nelle aziende per preservare le apparecchiature informatiche in rete.

Quando utilizzare un gruppo di continuità?

L’utilizzo più comune degli UPS è in abbinata con le apparecchiature informatiche (PC, Server, NAS, ecc ecc) perchè sono dispositivi elettrici molto sensibili e che potrebbero facilmente danneggiarsi a causa di uno sbalzo di tensione improvviso.

Ci sono però molte altre apparecchiature che vale la pena di proteggere, pensiamo ad esempio:

  • l’impianto di videosorveglianza;
  • l’impianto di irrigazione;
  • la televisione;
  • il frigorifero;
  • il forno a microonde;

Come collegare un gruppo di continuità?

Per mettere in funzione un gruppo di continuità basta semplicemente alimentarlo e collegare i dispositivi che si intende proteggere. Si consiglia di mettere sotto carica l’UPS almeno 24 ore prima di collegare qualsiasi carico in modo da avere la certezza che le batterie interne siano completamente cariche. Il gruppo di continuità classico (a 230V) non ha polarità quindi è possibile inserire le spine come si vuole.

Come scegliere un gruppo di continuità adatto alle proprie esigenze?

Molte persone pensano che scegliere un UPS non sia facile. Tuttavia, le cose non sono così complicate come sembrano basta solamente avere alcune nozioni di base. Prima della scelta di un gruppo di continuità occorre avere chiaro il tipo di dispositivo da proteggere e le tipologie di guasto dal quale intendiamo salvaguardarlo (vedi paragrafi precedenti).

La potenza di un gruppo di continuità

La scelta dell’UPS più adatto avrà come primo criterio il consumo dell’apparecchiatura che dovrà fornire in caso di guasto. Per fare ciò, è essenziale avere alcune nozioni sul consumo e su come calcolarlo.

La potenza di un gruppo di continuità è espressa in VA o in Volt Ampere. Prima di scegliere un UPS, è necessario sommare il consumo di tutti i dispositivi che saranno collegati ad esso.

L’ostacolo principale è che il consumo di tutti i dispositivi è sempre espresso in Watt.

Watt (W) è l’unità di misura della potenza mentre Voltampere (VA) è quella della potenza apparente.

Per dimensionare correttamente il nostro UPS dobbiamo utilizzare la seguente formula

W = VA x cos {φ}

il cos {φ} è un parametro che troviamo nella scheda tecnica del nostro gruppo di continuità, vediamo alcuni esempi:

Se cos{φ} = 1 allora | W = VA x 1

Se cos{φ} = 0,8 allora | W = VA x 0,8

Se cos{φ} = 0,7 allora | W = VA x 0,7

Nella maggior parte delle schede dei gruppi di continuità è espresso anche il valore dell’assorbimento massimo in Watt.

Come abbiamo già spiegato nell’articolo esistono altre funzionalità dell’UPS che andranno ad incidere sul prezzo finale. Il consiglio, se la disponibilità economica lo permette, è quello di dotarsi di un dispositivo che funga anche da stabilizzatore di tensione e di frequenza. Questo piccolo investimento aggiuntivo preserverà il vostro dispositivo dalla maggior parte degli eventi atmosferici e non dandovi la tranquillità di un funzionamento corretto e duraturo nel tempo.

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